DIETRO L’OBIETTIVO
Durata: 1h 15’ circa
Genere: Teatro di narrazione
Lingua: Italiano
Regia e drammaturgia: Riccardo Riande
Produzione: Onirika Production SRL
Sinossi
Lo spettacolo porta il pubblico in una trincea, alle porte di Monaco, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa, tra silenzi e confessioni, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso, fino alla decisione di testimoniare la guerra.
È in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato, ma tornano, sotto altri nomi e in altri luoghi, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio.
Tra proiezioni, dialoghi serrati e un linguaggio essenziale, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria.
DOVE
SpazioArte Teatro
via Sergio De Vitis 100 (Eur-Mostacciano), Roma
QUANDO
dal 19 al 22 Febbraio
e dal 26 al 28 Febbraio
ore 20:30
INFO E PRENOTAZIONI
+39 3278906775
UFF. STAMPA
Maresa Palmacci
Gli interpreti
Valentina Corti
Alessandro Giova
Antonio Starrantino
Regia
Riccardo Riande
Lo spettacolo racconta la straordinaria parabola umana e artistica di Lee Miller, una donna che ha attraversato il Novecento da protagonista, vivendo da entrambi i lati dell’obiettivo: musa e modella delle riviste di moda degli anni ’30, poi fotoreporter di guerra, tra le prime a testimoniare gli orrori dei campi di concentramento nazisti.
Attraverso una struttura narrativa intima e concentrata, ambientata in una trincea vicino Monaco — dove Lee attende con il collega David Scherman di entrare nella casa di Hitler — lo spettacolo diventa un lungo dialogo sospeso tra memoria e presente. In quella attesa, Lee ripercorre la propria vita, evocando i volti, gli amori e le ossessioni che hanno segnato il suo percorso: Condé Nast, Man Ray, Aziz Eloui Bey, Roland Penrose.
I temi centrali sono quelli dell’emancipazione femminile, della violenza e della mercificazione del corpo, della libertà di scegliere e guardare. Attraverso Lee, lo spettacolo interroga il rapporto tra arte e verità, tra la costruzione dell’immagine e la realtà del dolore. È la storia di una donna che ha saputo ribaltare la propria condizione di oggetto estetico per diventare testimone storica, trasformando la bellezza in sguardo critico e la memoria in atto politico.
Il progetto ha un carattere originale e innovativo nella sua forma: tre soli interpreti, un impianto scenico minimale e un uso drammaturgico delle fotografie originali di Lee Miller che dialogano in tempo reale con la recitazione. La parola si intreccia all’immagine e al suono, creando un linguaggio teatrale ibrido che restituisce la potenza del suo sguardo e la fragilità della sua umanità.